giovedì 26 ottobre 2017

Residenza via Malta/via Lussimpiccolo

Torino, 28 novembre 2016

UN’OCCASIONE PERSA PER LA NUOVA AMMINISTRAZIONE:
LA RESIDENZA UNIVERSITARIA “DI LUSSO” IN VIA MALTA/VIA LUSSIMPICCOLO

Lettera aperta alla Sindaca di Torino, all’Assessore all’Urbanistica, ai consiglieri Comunali e agli organi di informazione.

Con una delibera del Consiglio Comunale del 7 novembre scorso, con un frettoloso passaggio in Commissione, è stata approvata la scelta di alienare l’area di circa 4.800 mq. situata all’intersezione delle vie Malta e Lussimpiccolo, pervenuta nella titolarità della Città il 23 novembre 1999. La scelta è stata quella di proporre una Residenza universitaria “di lusso”, per incrementarne il valore da introitare. Come è noto si tratta di un’area destinata dal Piano Regolatore a servizi comuni e a verde che, tramontata nel 2012 l’ipotesi di realizzarvi un poliambulatorio dell’ASL To2, sembrava poi destinata all’insediamento di una residenza per anziani non autosufficienti. Dopo due tentativi di vendita andati a vuoto (il secondo con uno sconto del 10%) per mancanza di offerte, alla fine del 2015 l’area ritornava nella disponibilità della città.

Nel corso degli anni quest’area vedeva crescere un forte interesse soprattutto da parte dei genitori degli allievi del complesso scolastico prospiciente, e la formazione di un Comitato spontaneo che, “adottata” simbolicamente l’area (già bonificata e attrezzata a verde), chiedeva che ne venisse garantita la sistemazione definitiva in buona parte a verde attrezzato, pur nel contesto della realizzazione di funzioni di pubblico servizio per il quartiere; il terreno nel frattempo veniva (e viene tuttora) effettivamente utilizzato come spazio verde dalle madri e dai bambini delle vicine scuole. L’auspicio era quindi che la nuova Amministrazione, falliti i precedenti tentativi di alienazione, ripartisse con un nuovo progetto, che mettesse tra le sue priorità la realizzazione di un vero servizio pubblico, in particolare garantendo in parte prevalente la destinazione a verde, in un quartiere come Borgo San Paolo che ne è notoriamente carente, soprattutto in quella zona.

Grande è stata quindi la delusione di fronte alla scelta di riproporre la cessione a privati dell’area in “diritto di superficie” per 99 anni, avendo come base d’asta 1.300.000 Euro, per costruirvi una Residenza Universitaria (che forse ha quasi le caratteristiche di un vero e proprio “Residence di lusso”), lasciando libera solo una piccola porzione di ca. 800 mq., “nell’ambito della quale potrà essere eventualmente realizzata la quota di verde” (sic).
Con grande celerità già il 7 dicembre prossimo si apriranno le buste per verificare le offerte pervenute in seguito al bando di gara.

Riteniamo che, pur in una situazione di bilancio certamente critica per l’Amministrazione Comunale, si sia proceduto ad una scelta sbagliata nella sostanza e nel metodo, che per di più ha escluso a priori il coinvolgimento dei cittadini del quartiere. Non vi era in questo caso nessuna giustificata urgenza di procedere all’alienazione, e si poteva avviare, con una pausa di riflessione, un vero e proprio “progetto partecipato”, secondo le modalità stesse inserite nel programma della nuova amministrazione si dovevano ridefinire le destinazioni e modalità di utilizzo di quest’area, soddisfacendo almeno in parte il fabbisogno di servizi e di verde del quartiere, anziché effettuare una vera e propria forzatura in tempi così stretti.

L’Amministrazione avrebbe dovuto prioritariamente indicare altri immobili dismessi di proprietà pubblica da destinare a residenze universitarie, secondo un piano in cui peraltro quest’area non era stata mai inserita, mentre a poca distanza già è stata costruita la residenza universitaria San Paolo. L’utilizzo di immobili pubblici esistenti è oggetto da molto tempo anche di richieste di gruppi di studenti attivi, che ritengono piuttosto che si debba far fronte al problema del numero dei posti letto di residenze pubbliche, attualmente gravemente insufficiente rispetto agli studenti che ne avrebbero diritto.

Mettiamo in evidenza come tale operazione sia evidentemente non coerente con le Linee Programmatiche della Città (CC n. 03358 del 2016) che prevedono gli impegni di: “tutela e valorizzazione delle aree verdi”, “recupero del patrimonio immobiliare esistente”, “il benessere dei cittadini come priorità”, “ascolto dei cittadini attraverso percorsi partecipativi reali”.

Per questi motivi riteniamo che si sia trattato in questo caso di una vera occasione persa per avviare un nuovo metodo di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte sull’utilizzo dei beni comuni, che non può essere soltanto uno slogan elettorale. E ciò non sarà privo di conseguenze negative.

Per il Coordinamento
Franca Elise
Maria Cariota


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